Un Insolito Triathlon

Pubblichiamo volentieri il racconto dell’amico Raffaele Avigliano, autentico pioniere del Triathlon adriatico ed attuale presidente della Flipper Triathlon di Ascoli Piceno che conduce da oltre trent’anni. Il triathlon solo ultimamente sta conoscendo la popolarità, mentre fino a poco tempo fa si doveva trovare il modo di praticarlo ed allenarsi attraverso alcuni “escamotage”, magari combinando un allenamento in maniera rocambolesca con una gara locale… Era il 2010 ed era in programma la “10 km d’ lu mont”….

Non si fa in tempo a finire di gustare gli strepitosi gnocchi fatti in casa che l’amico Eugenio ha abbinato come da tradizione alla gara podistica “10km d’lu mont” di Monsampolo che suona la sveglia alle ore 5.30 di una caldissima domenica di Luglio.

Mi sforzo a mandar giù un paio di fette di pane tostato con marmellata grazie  all’aiuto di una tazza di the ma gli gnocchi protestano vivacemente.

Indosso il costume ed il top da gara della Flipper, le scarpe da bici, il casco, gli occhiali da sole, gli occhialini ed una cuffia per il nuoto, prendo un paio di borracce e salgo in sella alla mia Cervelo P3….alla faccia del borsone che i consigli delle riviste specializzate invitano a riempire con decine di accessori che possono servire in zona cambio o durante la gara.

Sono le 6.30 ed il lungomare di Grottammare è meraviglioso…immerso nel silenzio del semi deserto dopo la notte dei festeggiamenti in onore del Santo Patrono con tanto di assordante spettacolo pirotecnico in mare che ha ridotto ulteriormente il mio già scarso sonno.

La punta del molo nord del porto di S. Benedetto si staglia all’orizzonte sull’azzurro del mare che liscio come l’olio sembra un lago perfettamente immobile e ancora addormentato…speriamo si svegli più tardi possibile.

Ore 6.45…arrivo alla punta del molo nord e sotto gli occhi di pochi pescatori increduli ed incuriositi ecco spuntare strani personaggi in bici e costume da bagno.

Alcuni volti noti ma tanti invece mai visti.

Ore 7.00…arriva il bus navetta della Porto85 che scarica Il Capo mentre un gozzo si avvicina alla banchina…

Un autoritario Nostromo con tanto di megafono, dopo aver animatamente discusso con un pescatore napoletano e le sue lenze avvisa: “Tutto pronto per l’assistenza in mare…e sbrigatevi perché abbiamo i tempi imposti dalla Capitaneria!”

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Prima di entrare in acqua

La partenza è prevista dalla punta del molo sud e la navetta garantisce un comodo trasferimento ma alcuni temerari, compreso il sottoscritto, preferiscono approfittare dell’insolita quiete che avvolge l’entrata del porto per effettuare un riscaldamento in acqua ed attraversare lo specchio d’acqua di circa 400 metri direttamente a nuoto ma…”da dove ci buttiamo?” “da dove poi risaliamo sulla banchina?”…è pieno di massi scivolosi, ricoperti di cozze taglienti e di pietre appuntite che non sono di certo ideali per i nostri piedi nudi…

”NOI abbiamo pensato a far firmare l’ordinanza per il DIVIETO ASSOLUTO di ENTRATA ed USCITA DAL PORTO per TUTTE LE IMBARCAZIONI…VOI…arrangiteve…arrampechiteve…nventiteve caccusa !!!”

è la risposta del Comitato Organizzatore (scusate la mia scarsa dimestichezza con il simpatico accento Sanbenedettese).

Che strano…che occasione irripetibile…che emozione…IL PORTO bloccato per una trentina di fortunati che possono godersi un’impresa sportiva che anche se non sarà mai inserita nel Guinness dei Primati, sarà sempre ricordata e raccontata con orgoglio.

L’acqua è calma e pulitissima e stranamente, a ridosso delle scogliere, per la sorpresa di tutti…si tocca anche su una sabbia che sembra addirittura bianca.

Forse sto ancora sognando o forse la birra di Monsampolo e gli gnocchi di Eugenio… continuano a fare strani scherzi.

Ore 7.15 e come da programma siamo tutti finalmente in acqua vicino alla boa di partenza…e non c’è nemmeno il tempo per rendersi conto che dietro il profilo delle verdi colline Picene da questa insolita angolazione spuntano persino le imponenti vette del Gran Sasso, che dal suo gozzo tirato a lucido l’autoritario Nostromo da ufficialmente il via alla manifestazione affiancato da un fedelissimo subalterno impegnato a sventolare una misteriosa bandiera azzurra.

Devo decisamente andare a rileggere il regolamento delle partenze dall’acqua…forse mi sfugge qualcosa ma….resta il mistero…

La foga dei nuotatori increspa immediatamente l’acqua mentre la schiuma e gli schizzi interrompono bruscamente l’insolita quiete che regnava fino ad ora.

Un presentimento mi dice di tenere d’occhio Il Capo anche perché gli avevo promesso che sarei stato sempre al suo fianco.

“tutto ok?”…”non riesco a rompere il fiato…faccio fatica a respirare!”

“stai tranquillo…è solo l’emozione del momento magico e…non sono un supereroe ma ci sono e non ti lascio solo…intanto togliti questa muta da sub che forse è meglio”

Detto e fatto…lo aiuto in acqua a sfilare la muta e con tutto il rispetto e l’amicizia…non è certo il piacere che può regalarti una bella donna.

Sotto la muta i pantaloncini da ciclismo che con l’acqua diventano come una piccola mongolfiera… alla faccia dei costumi olimpionici che migliorano le prestazioni natatorie…lo spettacolo è irripetibile!

Dal gozzo intanto recuperano la muta con l’immancabile mezzomarinaio e noi continuiamo la temeraria traversata del porto mentre sui massi del molo nord i primi nuotatori tentano già l’impresa più difficile della giornata: la scalata dei massi appuntiti e scivolosi.

Un po’ di dorso…un po’ di rana…un po’ di stile libero…ma molto molto libero e finalmente raggiungiamo la sospirata sponda opposta sotto lo sguardo sempre più incuriosito dei pescatori e dei diportisti domenicali che nel frattempo bloccati dalla Capitaneria di Porto aspettano di uscire in mare aperto sulle proprie imbarcazioni luccicanti sotto un sole che inizia a farsi sentire.

Agile come uno scoiattolo di mare Il Capo in un batter d’occhi è sulla banchina mentre il sottoscritto evidenzia tutta la propria imbranataggine prima di raggiungere gli altri che sono già pronti in bici con il casco in testa.

“che facciamo ora?…dove andiamo?”…”Intanto andiamo verso Pedaso…poi vediamo!”…”prima però fermiamoci alla fontanella per levarci un po’ di sale di dosso e per riempire le borracce…”

Si parte tutti insieme ed all’inizio del molo nord…prima sosta alla fontanella e…finalmente si parte in gruppo preceduti dal bus navetta con i lampeggiatori accesi e carico di acqua e viveri.

Le bici sono un capolavoro di fantasia con modelli super professionali da crono affiancati da telai tradizionali più o meno tecnologici, da autentici pezzi da museo avuti in dono da generosi amici felicissimi di poter fare spazio in garage, da MTB con ruote rigorosamente tacchettate e addirittura da uno strano mezzo a due ruote fornito persino di specchietto retrovisore…forse necessario per controllare meglio le spalle dai tentativi di fuga.

L’abbigliamento è decisamente variopinto con maglie, pantaloni, costumi e body di ogni genere pieni di sponsor e scritte di ogni tipo ma il messaggio decisamente più appropriato alla manifestazione è “IL PIANETA DEI MATTI”!!!

Il casco è obbligatorio e per fortuna lo indossano tutti ma il premio speciale va a chi aveva “quello ROSA”…!?!…resta il mistero…

Lo stesso atleta …!?!… ha vinto anche il premio speciale per le scarpe dato che ha pensato bene di indossare comodi sandali in vero cuoio invece delle fastidiose scarpette con gli agganci per i pedali.

Forse una tattica per guadagnare tempo in zona cambio?…resta lo stesso mistero…

L’allegra e chiassosa comitiva percorre il lungomare fino a Grottammare, imbocca la S.S.Adriatica, attraversa il centro abitato di Cupra e poi volta a sinistra all’altezza del Campo Sportivo.

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Raffaele impegnato nella prima edizione della “Maratonina della Val Tordino”

Con la scusa del ricompattamento si effettua la seconda sosta e ci si disseta con le bottigliette che spuntano dal bus navetta anche perché ora c’è da affrontare la durissima salita di Massignano dove stavolta avviene una vera e propria selezione.

La scelta dei sandali in cuoio risulta poco azzeccata ed il confort non è proprio quello che si pensava di ottenete…la spinta in salita poi…lasciamo stare.

Alle porte del paese terza sosta e nuovo ricompattamento con ennesima distribuzione di bottiglie d’acqua…alla recente Maratona delle Dolomiti vi assicuro che ce ne erano di meno.

In discesa si evidenziano nuovamente le differenze di capacità, di tecnica, di coraggio e di attrezzature ma il paesaggio merita di tenere tirati i freni per apprezzare maggiormente un panorama mozzafiato con la strada che diventa uno scivolo di Acqua Park che picchia nell’azzurro del mare tra i campi di gialli girasole.

Che spettacolo!!!

Purtroppo si arriva troppo presto alla S.S.Adriatica dove necessita la terza sosta prima di iniziare nuovamente in gruppo il rientro a Porto d’Ascoli.

“Stiamo in fila indiana e facciamo attenzione…è pericoloso!”

Tutto fila liscio fino al Campo Sportivo dove per una volta non si gioca al Calcio ma ci si rinfresca un po’…si lasciano in custodia le preziose bici…ci si cambia e ci si prepara per la corsa finale.

Il sottoscritto è costretto a rinunciare per colpa di una dolorosa fascite plantare che impedisce la corsa ma forse si tratta di una fantasiosa scusa per evitare i 35° di temperatura che ci aspettano sul lungomare….resta il mistero…

I sandali in cuoio si rivelano decisamente una scelta sbagliata ed il fantasioso atleta è costretto al forfait per problemi ai piedi ma forse si tratta di una scusa banale per preparare un’altra mossa strategica…resta il mistero…

Non intendo perdermi lo spettacolo e faccio assistenza in bici insieme ad un dinamico fotoreporter e al Nostromo del gozzo con l’immancabile megafono, ora magicamente in sella ad un meraviglioso Vespone d’epoca bianco.

Il gruppo dei podisti si fa largo tra la folla dei bagnanti della domenica che sta prendendo d’assalto gli chalet.

Biciclette, motorini, canotti, materassini, palloni, secchielli, bambini in passeggino, cani, obesi, donne seminude…ma il gracchiante clacson del Nostromo in vespa ed il suo prezioso megafono tagliano la folla ed il nostro gruppo di coraggiosi aumenta l’andatura lungo la pista ciclabile.

Il loro passaggio è un vero spettacolo!

Spiccano le divise interamente bianche dei battistrada che non passano di certo inosservate e sinceramente ora creano l’atmosfera di una corsa vera…

Sembra davvero di essere ad un IRONMAN e tra la curiosità generale c’è anche chi incita ed applaude.

Giro di boa al monumento sul ponte dell’Albula e breve rinfrescata alla mitica fontanella.

Due temerari annunciano invece di stravolgere il regolamento di gara e di voler continuare fino a Grottammare…alla faccia dei 35°!

Proprio come all’IRONMAN gli atleti ora arrivano al monumento distanziati ma nessuno molla e sembrano proprio triathleti veri in competizione con se stessi.

L’effetto è completo quando davanti al “Monello” compaiono ancora le bottigliette d’acqua per un ristoro che contribuisce ad esaltare l’atmosfera della gara.

Finalmente si rientra al Campo Sportivo di Porto d’Ascoli dove non c’è il secondo tempo della partita di Calcio ma il meritato riposo e la soddisfazione di aver partecipato ad un Triathlon…un po’ insolito…molto insolito…ma pur sempre un Triathlon!

Per il sottoscritto, se avesse corso sarebbe stato il 101° e quindi restano 100…

per molti IL PRIMO…per alcuni forse L’UNICO…ma per altri di sicuro IL PRIMO DI UNA LUNGA SERIE !!!

Gli effetti speciali non sono finiti perché all’ombra del bar si è materializzato come d’incanto un ricco ristoro con birra gelata, pizza, salame, dolci e cocomero ghiacciato…e a questo punto sono convinto che i sandali in cuoio erano davvero una scusa…uno dei misteri ora è svelato…scelta tattica davvero perfetta!!!

Impossibile non apprezzare le espressioni di felicità mista alla stanchezza sui volti dei miei vecchi e nuovi compagni di questa strana avventura.

Impossibile ripetere la traversata del porto.

Impossibile dimenticare i commenti ascoltati nel corso dell’intera giornata, dal molo nord al Campo Sportivo.

Impossibile trattenere e nascondere l’emozione e la commozione nel leggere la targa che a sorpresa mi hanno dedicato i vecchi e nuovi amici…TROPPO!

Impossibile non apprezzare poi l’arrivo dei due temerari sopravvissuti a 22km con 35°…

Impossibile dimenticare una giornata di sport vissuta in questo modo!

GRAZIE A CHI L’HA PENSATA !!!

GRAZIE A CHI L’HA ORGANIZZATA !!!

GRAZIE A CHI HA COLLABORATO DALL’ESTERNO !!!

GRAZIE A CHI A PARTECIPATO !!!

e…PECCATO PER CHI NON C’ERA !!!

…come direbbe il mitico Carlo Mazzone …

CHE VE SETE PERSI !!!

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“Reintegrazione”

Raffaele Avigliano

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