La mia Maratona, una sfida ai propri limiti ed una lezione di vita

Domenica 13 novembre,  Dino,  Armando ed io eravamo a Ravenna, per una grande festa, ovvero la 18ma Maratona internazionale, che si è corsa in un contesto storico ed artistico unico e suggestivo.

La Maratona è l’unica distanza della corsa che ha fatto storia e rappresenta ancora oggi per molti un sogno ed un grande obiettivo. Ci sono delle ragioni storiche ma anche delle motivazioni strettamente legate alla fisiologia umana che suscitano curiosità quando ci si avvicina a questa distanza.

Il nostro corpo umano ha un serbatoio di energie sufficiente per circa 35Km,  dopodiché inizia ad andare in riserva.
Solo un’ eccellente e scrupolosa pianificazione degli allenamenti, oltre ad una corretta alimentazione in gara, permette all’atleta di avere quel “plus” richiesto per evitare il “muro” che blocca i muscoli dopo il 35/36 km.

L’ultima maratona internazionale di Ravenna e’ stato in interessante campo di prova: in una sola mattinata ci siamo giocati l’allenamento di 12 settimane,  48 sessioni di allenamento (70 ore) per un totale di 730km circa.
Lo scopo di questo duro allenamento è anche quello di terminare i 42197 metri in uno stato di forma psico-fisico accettabile.

Un aspetto particolarmente importante della Maratona, che rende questa nobile disciplina, un campo di prova nella vita quotidiana è legato alla costanza degli allenamenti, condizione necessaria per una buona riuscita. Riuscire a portare a termine le 12 settimane richiede una determinazione notevole, una forza profonda che non tutti riescono ad ascoltare (forse perché ascoltare il proprio intimo richiede impegno).

Arrivare al traguardo significa quindi essere consapevoli di poter ottenere tutto o quasi dalla vita se veramente si è disposti a sacrificare tempo e fatica per ottenerlo. Ogni traguardo è più vicino dopo che iniziamo a sudare per raggiungerlo.

Negli ultimi km le sensazioni e i messaggi che ci arrivano dal nostro corpo e dalla nostra mente sono diversi da qualsiasi altra sensazione percepibile durante gli allenamenti, quasi un distacco della mente dal corpo, uno stato di grazia che porta l’uomo oltre il proprio limite fisico.

Un’emozione unica che fa di ogni maratona un’esperienza indimenticabile.

Francesco Di Perna

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