RUNNING WOMEN (un mondo a parte)

Le vedi uscire a correre per la prima volta nella stagione compresa fra il cappotto ed il costume, improvvisandosi atlete per cercare di perdere i kg di troppo prima di affrontare la “prova costume”. Perché poco conta che per tuto l’inverno l’attività più intensa che hanno fatto sia stata la lezione prova di Zumba (Poi abbandonata, perché in palestra si suda e si rovinano i capelli) o l’Acquagym una volta alla settimana (che serve a chi dopo due mesi di gesso deve riabilitarsi, a chi ha problemi articolari oppure a chi deve illudersi di fare una attività sportiva).

Ma ora la Running Woman deve perdere peso. Dopo un inverno passato ad andarsi a fare le unghie il venerdì per cercare di rendere attraente l’unica parte scoperta del corpo, si tolgono la felpa attorno a Pasquetta e si rendono conto che un  capodoglio che si colora le pinne, sempre capodoglio rimane. E la situazione appare irreparabile.

Ma c’è la corsa: basandosi su centinaia di “la mia amica ha detto” e “la mia amica ha fatto”, ignorando le più banali regole per iniziare una attività fisica traumatica come il running, indossano la tuta in velluto sintetico usata per tutto l’inverno per passare il folletto ed eccole in strada a caracollare seguendo gli improbabili consigli delle amiche, in realtà spesso più sedentarie di una statua del museo Egizio di Torino. Così dopo qualche uscita cominciano a sentire dolore al ginocchio, all’anca, al metatarso, alla schiena e arrivano ad un bivio: ammettere la sconfitta e smettere, rimanendo inevitabilmente e irrimediabilmente sovrappeso, oppure ignorare il dolore e continuare per raggiungere il fine ultimo e supremo del dimagrimento. Poco conta se a scapito di tendini, muscoli, ossa ed articolazioni.

In genere, poi, il primo pensiero è “corro e non mangio, così dimagrisco prima”.- E vagli a spiegare il metabolismo, la glicolisi, gli svantaggi dell’allenamento a digiuno… “La mia amica di Coleatterrato ha detto che così una amica di sua cugina Irene di Pianella ha perso 38 kg”. E allora, di fronte a questo guru del personal training, non c’è nulla da fare. Così poco conta se dopo qualche giorno di sacrificio hanno perso più massa muscolare di un internato nei gulag. Hanno perso PESO. E allora il consiglio dell’amica FUNZIONA. Che poi la taglia sia più o meno la stessa e il flaccidume aumenti poco conta.

Il secondo accorgimento è quello, rigorosamente, di correre con addosso qualcosa di assolutamente isolante: un K-Way, un impermeabile, un sacco nero per la monnezza… Insomma, qualcosa che faccia SUDARE. Perché se SUDO perdo peso più velocemente. Da dove arrivi questa convinzione non si sa, probabilmente un retaggio evolutivo di quando eravamo lucertole a sangue freddo. Fatto sta che ciò che in inverno veniva visto come una condanna, il sudore, ora è la dimostrazione che l’allenamento funziona. Anche qui vagli a spiegare la termoregolazione, il fatto che correre il più scoperti possibile favorisca la traspirazione, eviti i colpi di calore, regoli la vasodilatazione e la frequenza cardiaca, prevenga la disidratazione. NO. Sudo, alla fine mi peso e scopri di avere perso un kg. Allora l’allenamento “funziona!!!!”. Che poi sia un KG di acqua e appena bevo lo rimetto subito addosso non se ne accorgono mica!

C’è poi un terzo, incomprensibile atteggiamento: la giacca della tuta. Perché la giacca della tuta deve essere rigorosamente legata attorno alla vita. Per quale cazzo di motivo non te lo diranno mai, ma alla fine la verità trapela: non vogliono che si veda il culo (enorme). Che poi indossare la tuta in vita faccia l’effetto di mettere un telo su un gommone poco conta. E che impacci i movimenti semplici generando probabili squilibri posturali, conta ancora meno. Perché così “il culo non si vede”. Che sarebbe come pensare che se copro una balena con un telo, la balena non si vede.

Non me ne vogliano le donne che si sono ritrovate in una di queste descrizioni, ma ogni tanto è bene riderci su e pensare che magari si stanno commettendo degli errori che, anziché avvicinare ad un mondo bellissimo come quello del running, rischiano di allontanarli per sempre… o fino alla prossima primavera. Sempre che non debbano rimediare a qualche infortunio…

Trovare il giusto equilibrio, e fare una regolare attività fisica abbinata ad un corretto regime alimentare è sufficiente a migliorare la propria forma fisica in maniera radicale: non servono soluzioni estreme, ma piccoli gesti ripetuti quotidianamente e, nel lungo periodo, i risultati arrivano sempre! Col sorriso e con la consapevolezza di avere intrapreso un cammino di benessere fisico e psichico, perché la corsa è davvero per tutti!

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Ah, dimenticavo: voi maschietti che ridete sotto i baffi, alla fine siete uguali. Con la differenza di saper nascondere dietro ad un rutto l’imbarazzo di una forma fisica improbabile 🙂

Se volete saperne di più sul mondo del running, i Runners Tordino sono a disposizione.

Buone corse!

gr

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